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USA TOUR 02 - 20 marzo 2007

 

Personaggi e interpreti (oltre al sottoscritto)

I LUCIDARIUM

Viva Biancaluna Biffi  (canto e viella)

Francis Biggi (pizziche vvarie)

Massimiliano Dragoni (percussioni)

Marco Ferrari (fiati con e senza ancia)

Avery Gosfield (flauti)

Gloria Moretti (canto)

 

e apparizioni straordinarie di

Stefano Bartolini (sassofoni)

Giovanni Cifariello (chitarra)

 

PARTE 1A

  (  salta subito a   PARTE 2A      PARTE 3A      PARTE 4A  )

 

02 mar 2007 

Parigi

 

Si comincia malino...

sono arrivato all'aeroporto di Parigi da Firenze con mezz'ora di ritardo causa vento - e ho perso la coincidenza per NY. Si', lo so che ci si aspetterebbe che scrivessi di musica e altre belle cose; ma al momento sono qui bloccato aspettando un volo tra chissa' quanto, e l'internet point era qui desrto e ho pensato di inaugurare il blog con questa notizia sconsolata.


Basta, il credito sta finendo: rimando posts a un momento piu' felice (magari quando saro' arrivato...) 

 

 

03 mar 2007

Brooklyn  

Da ieri sera sono entrato a far parte del branco. Si' perche'  sono ospite  di una amica d'infanzia, che abita qui con quattro cani (di cui due  pitbull, sottratti a loschi giri di lotte coi cani nel quartiere) e due  splendidi gatti rossi, Nick e Topino; l'arrivo ieri notte (turlupinato  come il turista che sono da un taxista abusivo che mi ha fatto pagare  almeno il doppio della tariffa corrente) è stato coronato da una  cerimonia di ammissione al "pack" - caratterizzata fra l'altro dall'essere  preso da dietro e morsicato gioiosamente sulla schiena da Cash, il  pitbull maschio dominante. Preoccupante, direte voi? Beh, almeno  non da QUEL punto di vista - Cash è operato.


 Dalla finestra di casa di Martina, la mia amica newyorkese - Un camion di traslochi "Moishe's Self Storage" - quando si dice che a New York (e in particolare a Brooklyn) di ebrei ce ne sono tanti...

Comunque sono vivo e a NY, due cose non del tutto scontate data la  giornata di ieri; e sto scrivendo tramite una opportunissima  connessione internet gratuita wi-fi, proteggendomi dai cani con una  barriera improvvisata fatta da un paravento, una valigia e una sedia.  Tra poco riunione con Lucidarium a Varick Street, al Village, per le  prove. Dobbiamo preparare il concerto/workshop per bambini che  avremo domani pomeriggio prima del concerto vero e proprio.

Le prove a Vrick Street: eravamo ospiti dello studio del fratello di Avery, un pittore e grafico che... ama il caos creativo

Ancora alle prove in Varick street, da sinistra: Gloria (di spalle), Francis, Marco e Max (ancora di spalle)

 

   

 

05 mar 2007 

New York

Oggi nevica - le news dicono che a Central Park stanotte si toccheranno gli 0 farenheit, che se le mie memorie di matematica non mi ingannano vuol dire molto freddo davvero: (0-32)*5/9 fa quasi -18. Aiuto. Forse questo vorrà anche dire che i pitbull non potranno uscire, si innervosiranno e se la rifaranno con me?
 

l'Empire State Building visto da Fifth Avenue e la 16ma strada, vicino al Primo Levi Center


Per quanto riguarda la musica, ieri doppio appuntamento al Primo Levi Center, una splendida struttura sulla sedicesima strada. Nel primo pomeriggio avevamo un concertino/workshop dedicato ai bambini - di bambini non ce n'erano tantissimi, in verita', e quando Avery (flautista di Lucidarium) ha cercato volontari che imparassero una danza rinascimentale mentre il resto del gruppo suonava, non si è fatto avanti nessuno, nonostante i generosi tentativi dei genitori che cercavano di catapultare i bimbi nella nostra direzione. Cosi', per non lasciare sola Avery, si e' formato un piccolo corteo con sua sorella Annie, compositrice contemporanea che incide per la Tzaddik (ma vi rendete conto?), la cantante dei Lucidarium Gloria Moretti, e il sottoscritto che quando si tratta di fare lo stupido non si tira mai indietro (anche se dopo un po' mi sono reso conto di rovinare la coreografia e mi sono fatto da parte).

Francis prova nell'audiorium vuoto al Primo Levi Center


Il concerto vero e proprio e' andato un po' meglio, e ci siamo tirati su di morale - anche se in perfetto stile newyorkese una signora, dopo il concerto mentre vendevamo i dischi, e' venuta con una lista piuttosto esaustiva di appunti e "suggestions" che si era annotata su un foglietto, e ha enumerato tutta una serie di cose che avremmo dovuto fare e non abbiamo fatto (presentarci al pubblico, dato che era difficile altrimenti identificare i musicisti dal programma di sala; presentare gli strumenti antichi; mettere a disposizione all'uscita del concerto una cartolina con i nostri riferimenti telefonici e internet per chi ci volesse contattare). Oltre tutto, aveva ragione, e quindi ho cominciato a deprimermi nuovamente: meno male che alla fine ci ha fatto anche molti complimenti e ha detto che "univamo lo stimolo intellettuale all'anima".

 

06 mar 2007

New York

Rapido post dall'Apple store, fantasmagorica struttura in vetro che un po' come la piramide del louvre di Parigi fa da ingresso a un sotterraneo animato e pieno di gente, i questo caso che si affolla attorno ai tavoli dove fanno mostra di se' gli ultimi macbook e compagnia bella. Poi con la scusa di provarli si puo' stare online...
 


l'interno dell'Apple Store

grattacieli "griffati"... cosi' come appaiono risalendo a livello strada dall'Apple store


Niente Stone ieri sera, Stefano aveva trovato su Time Out NY che c'era un concerto di Steve Coleman alla Jazz Gallery - cosi' ci siamo andati, ma Stefano con l'inglese non se la cava poi cosi' bene, e non era un concerto ma uno workshop. Ora, la cosa era anche interessante, ma nessuno dei due aveva dietro lo strumento, non avevamo cenato... e cosi' e' bastata una rapida occhiata d'intesa per dire al ragazzo che ci stava facendo entrare che si', saremmo tornati fra un po'; e per lanciarci in una passeggiata con scelta di ristorantino per Soho e Tribeca. Siamo finiti in un Thailandese ottimo, ottimo davvero ; e dopo un paio di martini al ginger e menta Steve Coleman e John Zorn erano dimenticati, spariti, puff.



Il teatro su Broadway dove David Letterman registra il suo Late Show quotidiano. Ho cercato di trovare posto fra il pubblico ma - solita fortuna - proprio in questi giorni lo show e' in pausa.


Oggi il freddo e' davvero terribile, un vento gelato spazza le vie di questa simpatica cittadina; e io che ero arrivato senza molta preparazione per l'inverno mi sono fatto tutto il quartiere dei negozietti cinesi di vestitacci, comprandomi pe cifre variabili dai 2 ai dieci dollari tutto l'occorrente (guanti, cappello, maglione col cappuccio...) per resistere al gelo e per essere la perfetta imitazione di un tipaccio locale.


Forse e' per questo che ancora i commessi dell'apple store non hanno avuto il coraggio di staccarmi da questo computerino....

 

12 mar 2007

Plato's Diner

 

Pancakes, sciroppo d'acero e salsiccia vegetariana per me stamattina al Plato's diner - il ristorante di Platone - qui a College Park, Maryland, che e' in realta' un sobborgo di Washington, DC. I colleghi lucidari che erano con me sembrano accusare la cucina americana - io invece ingrasso beato. Le discussioni sul cibo hanno portato rapidamente a riflessioni sul pragmatismo, il senso della storia e i diritti delle minoranze, in Italia e negli USA; ma sto divagando.

 

Marco Ferrari non apprezza la cucina americana.


Eravamo rimasti a NY;  un breve viaggio in treno mi ha portato mercoledì a Fort Washington, vicino Philadelphia, residenza dei genitori di Avery.  "Residenza" da' l'idea un po' principesca della bellezza della loro casa: la classica casa americana in legno, questa su tre piani, con uno splendido giardino intorno. A me e' toccato in sorte di dormire nella "soffitta" - e mi sono trovato a poter scorrazzare su un immensa distesa di memorabilia di casa Gosfield, come  i classici solai delle case di una volta, pieni di tutto dal cavalluccio a dondolo alla vasca antica smaltata alla collezione di chitarre slide abbandonate dal fratello, che ora vive in Australia.

Giovedi' sera abbiamo suonato a Philadelphia, nella sinagoga della congregazione Mikveh Israel - che, nata nel 1700, e' la congregazione piu' antica degli Stati Uniti. Bello il concerto, e soprattutto vedere Avery commossa di suonare a casa sua, dopo tanto tempo passato a portare questo e altri programmi in giro per l'Europa. Poi venerdi' sono arrivati Stefano e Giovanni Cifariello, e tutti riuniti abbiamo provato per il concerto "italyjazzklez" - un programma centrato sul "Ritorno alla fede del cantante di Jazz", con alcuni Lucidari che si prestano a suonare strumenti moderni - Marco al clarinetto, Viva al violoncello, e persino un incredibile Francis che abbandona il colascione per un basso elettrico...

 

Francis, Viva e Marco (con kippah!) mentre proviamo nella sinagoga a Philadelphia


Abbiamo noleggiato ben due macchinoni a sette posti, di quelli che si domina il mondo dall'alto; e sabato sera siamo partiti alla volta del Maryland. La strada era relativamente semplice - verso sud lungo il New Jersey Turnpike (ricordate "America" di Simon & Garfunkel? "Cathy, I'm lost/ I said, though I knew she was sleeping/ I'm empty and I'm aching and I don't know why/ Counting the cars on the New Jersey Turnpike,/ they've all come to look for America...."). Semplice, si'... ma non e' andata proprio tutta liscia. A domani per il seguito, e come ci siamo trovati al Plato's diner questa prima domenica di primavera americana.
 

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